Negli ultimi anni, la diffusione delle tecnologie di Intelligenza Artificiale (IA) ha influenzato alcune funzioni della Pubblica Amministrazione (PA). Un potenziale impatto della grande capacità computazionale e predittiva dell’IA riguarda il suo utilizzo nel contrasto alla corruzione e alle frodi. Grazie ad una review sistematica della letteratura di natura multidisciplinare, il presente articolo intende identificare i principali fattori tecnologici, di contesto e organizzativi che possono favorire l’impiego dell’IA in questo ambito, superando la scarsa integrazione di questi fattori attualmente riscontrabile in letteratura. Nel farlo, l’articolo intende contribuire tanto al dibattito scientifico quanto fornire implicazioni di policy. Il protocollo di ricerca ha restituito un campione !nale di 45 articoli analizzato qualitativamente secondo il framework TOE (Technology-Organization-Environment). I risultati evidenziano un panorama eterogeneo di tecnologie impiegate, la cui efficacia dipende da fattori organizzativi quali: la qualità dei dati, intesa come la capacità delle amministrazioni di raccogliere, standardizzare e rendere accessibili informazioni complete e affidabili, l’infrastruttura interna, la governance, e le competenze; e ambientali quali: regolamentazione, diffusione della corruzione e impegno politico. In conclusione, sebbene vi sia un forte ottimismo sul potenziale dell’IA, l’efficacia dipende criticamente dalla qualità e accuratezza dei dati di input, dalla trasparenza degli algoritmi per mitigare i bias e dalla necessità di adattare le soluzioni ai contesti locali.
Parole chiave: intelligenza artificiale, anticorruzione, TOE, review sistematica della letteratura
