L’articolo tratta un tema centrale per le società partecipate pubbliche, alla luce delle complesse interazioni tra vincoli normativi e principi economico-aziendali. Il divieto di soccorso finanziario, previsto dalla normativa italiana (D.lgs. n.175/2016 – TUSP), limita l’intervento pubblico in aziende in crisi, ma ammette interventi correttivi se giustificati da piani di risanamento credibili. Lo studio analizza l’influenza delle normative e delle prassi applicative alla luce della giuri- sprudenza contabile, sulle strategie di sostegno finanziario, evidenziando le limitazioni legali e le eccezioni consentite. Utilizzando un’analisi qualitativa delle decisioni della Corte dei conti (2016-2024), si esplora come i principi di economicità, efficienza e trasparenza guidino l’ap- plicazione del divieto. Nonostante le restrizioni, sono previste eccezioni per garantire i servizi pubblici essenziali, se giustificate economicamente. La ricerca sottolinea l’importanza di una governance proattiva, in grado di anticipare le crisi e adottare misure correttive, e contribuisce alla letteratura sul tema, proponendo strategie per migliorare l’efficienza e la sostenibilità delle risorse pubbliche.
Parole chiave: Corte dei conti, TUSP, partecipate pubbliche

