Negli ultimi decenni, specialmente nel settore pubblico, le interazioni tra diversi attori, e quindi
l’attivazione di network, dovrebbero trovare soluzioni condivise a problemi di interesse generale che né il governo né altre sfere della società possono affrontare da sole. Utilizzando approcci partecipativi, i network pubblici rimodellano i tradizionali paradigmi di welfare redistributivo e le responsabilità nella produzione del benessere sociale. Questo contributo analizza la struttura, i ruoli, le performance e fattori critici, della rete costruita per realizzare il progetto interregionale italo-svizzero D.E.A. (Diversità E Arti performative per una società inclusiva del terzo millennio), programma europeo che coinvolge pubblica amministrazione, enti non profit, università e cittadini, per promuovere e sostenere la partecipazione ad attività civiche di persone fragili a rischio di esclusione sociale.

